ACCESSO DOCUMENTALE, CIVICO E GENERALIZZATO

 

Nell’ottica di una trasparenza dell’azione pubblica maggiormente efficace, l’evoluzione legislativa in materia di accessibilità ai dati e alle informazione delle PP.AA. ha avuto negli ultimi anni una notevole accelerazione, configurando con il D.Lgs. 33/2013 come modificato dal D.Lgs. 97/2016, c.d. “Decreto Trasparenza”, più sistemi di accesso aventi a fondamento differenti criteri di legittimazione e di trasparenza.

Infatti, ai sensi dell’art. 5/11°c. del Decreto Trasparenza, D.Lgs. che ha introdotto nuove tipologie di diritto di accesso (civico c.d. “semplice” e civico c.d. “generalizzato”), restano  ferme le diverse forme di accesso degli interessati previste dal Capo V della Legge 7 agosto 1990, n. 241 (c.d. accesso “documentale”).

In sintesi, la normativa vigente prevede:

  1. diritto di accesso “documentale” ai sensi degli artt. 22 e ss. della Legge n. 241/1990 e successive modificazioni ed integrazioni, il cui iter procedimentale rimane invariato e può essere esercitato solo da chi vi abbia interesse (infatti, la richiesta deve essere motivata) ed interessati sono tutti i soggetti privati, compresi quelli portatori di interessi pubblici o diffusi, che abbiano un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è chiesto l'accesso;
     
  2. diritto di accesso civico “semplice”, definito dall’art. 5/1°c. e disciplinato dall’art. 5 del D.Lgs. 33/2013 come modificato dal D.Lgs. 97/2016, c.d. “Decreto Trasparenza”;
     
  3. diritto di accesso civico “generalizzato”, definito dall’art. 5/2°c. e disciplinato dagli artt. 5 e 5-bis del D.Lgs. 33/2013 come modificato dal D.Lgs. 97/2016, c.d. “Decreto Trasparenza”.

 

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